
I consiglieri comunali di Manisporche-Sinistra Italiana Avs, Angelo Papio e Mariangela Mastronardi, in un comunicato, segnalano che sono trascorsi dieci giorni dal consiglio comunale che ha sancito con 23 voti favorevoli e 2 astensioni il no al progetto dell’oleodotto ma dal sindaco Annese e dalla sua Giunta non sono arrivate risposte né azioni concrete. Di qui, scrivono i due, “in sintonia d’intenti col comitato ‘Salviamo Monopoli e il Mare’, continuiamo a pretendere con decisione: 1) la convocazione immediata di una Commissione consiliare permanente che dia voce alla cittadinanza attiva, alle associazioni e a chi in questi mesi ha studiato il progetto presentando osservazioni puntuali. La politica deve tornare ad ascoltare e a condividere, non a decidere nelle stanze chiuse; 2) le modalità di superamento ed eventuale revoca dei pareri espressi dai dirigenti delle Aree Organizzative Urbanistica e Ambiente – ing. Amedeo D’Onghia (Urbanistica) e arch. Donato Lamacchia (Ambiente) – a garanzia della massima tutela del dettato deliberato; 3) una comunicazione trasparente alla città sulla visione politica in materia di energia e sviluppo del territorio. A fronte del NO all’oleodotto, infatti, appaiono del tutto contraddittori sia l’approvazione solo in Giunta di un semplice PUE per l’ubicazione di una centrale a biometano sia il silenzio sull’approvazione con procedura semplificata ZES di un grande parco serbatoi. Entrambi i progetti sono riconducibili alla stessa proprietà dell’oleodotto e del campo boe, ed entrambi vedono coinvolto, in qualità di progettista, il segretario politico della principale lista civica di maggioranza. La stessa che oggi dice No al progetto; 4) L’avvio immediato di un piano serio di monitoraggio continuo della qualità dell’aria e delle falde acquifere, con l’acquisizione delle opportune consulenze e il recupero delle necessarie risorse. La salute delle persone e dell’ecosistema viene prima del profitto”. “La tutela dell’ambiente – concludono – non tollera più parole ambigue né giochi di palazzo: servono fatti, responsabilità e coerenza”.