
Il Bilancio di previsione 2026-2028 anche quest’anno non è stato condiviso con le parti sociali in dissonanza con quanto previsto dallo Statuto comunale, una disattenzione che invalida la partecipazione democratica e danneggia i cittadini: è quanto osservano in un comunicato i consiglieri comunali di Manisporche-Sinistra Italiana, Mariangela Mastronardi e Angelo Papio che hanno espresso il voto contrario nella seduta di approvazione del documento economico-finanziario avvenuta nella serata di giovedì 18 dicembre (di cui riferiamo a parte). “È un bilancio che si rivolge a una popolazione che al 1° gennaio 2025 è di 48.016 abitanti, 146 in meno rispetto all’anno precedente – scrivono i due consiglieri – ed i tagli alle regioni, ai comuni e alle città metropolitane e la manovra che sarà varata dal governo non lasciano presagire nulla di buono per gli enti locali e con molta probabilità comporterà adeguamenti al bilancio, ma non ci è sembrato di leggere quali misure compensative saranno introdotte per evitare che queste criticità si ripercuotano sui cittadini. La maggior parte delle spese correnti sinora ha tratto finanziamento dalle tasse che paghiamo noi cittadini. E malgrado la pressione fiscale pro-capite ammonti a 700 euro, ben superiore alla media nazionale di 550 euro, non c’è un solo cenno su un possibile suo allentamento. La vera novità è la tassa di soggiorno per cui gli introiti passano da 970mila euro a 1milione e 800mila euro. Il Piano Triennale delle opere pubbliche è un programma che include molte opere non finanziate nel primo anno di attuazione e crediamo che possa essere sovrastimato o non realistico. In più registriamo un o slittamento di tanti progetti ad annualità successive. Vi è un’ormai generale e conclamata mancanza di visione e di capacità programmatoria e gli unici interventi di rilievo sono quelli ascrivibili al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. “Temiamo che molte opere del Piano triennale non saranno mai realizzate e che molte fonti di finanziamento resteranno una speranza – proseguono Papio e Mastronardi – e per la cultura vi è una riproposizione degli eventi degli scorsi anni con qualche novità. Noi crediamo che si dovrà porre grande attenzione a far evolvere la cultura da lancio di un prodotto ad accompagnamento di un processo”. “Poco entusiasmo nel settore turistico lo esprimiamo nei confronti di alcuni eventi a dir poco ‘esagerati’ – aggiungono – come le manifestazioni natalizie che costano oltre 400 mila euro a cui aggiungere il Capodanno da 86mila euro, ci sembrano uno sproposito”. “La spesa ordinaria per i residenti a Monopoli è aumentata ben oltre il livello di inflazione – concludono – e dovendo tirare le somme, è un previsionale ordinario, privo di visione, frammentato, poco attento ai bisogni veri dei cittadini e con solo alcuni sprazzi di luce. È avaro di risposte
ai problemi del Paese”.