Per Sinistra Italiana sono un tranello le parole pronunciate dalla consigliera comunale Napoletano sulla situazione del verde pubblico

L’amministrazione Annese tende a risparmiare sulla questione alberi indirizzando i fondi sul altri capitoli


Non si è fatta attendere la risposta di Sinistra Italiana al comunicato della consigliera comunale di ‘Monopoli al Centro’, Samanta Napoletano che aveva speso parole di elogio all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Angelo Annese (di cui fa parte) per il Piano messo in atto di salvaguardia del patrimonio arboreo cittadino, anche attraverso abbattimenti di alberi, ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica. Secondo il segretario del partito, Domenico Sampietro “c’è un tranello dietro le parole della consigliera comunale Samanta Napoletano di questi giorni: il tentativo di ‘normalizzare’ gli abbattimenti degli alberi di Via Veneto e Via Trieste, come se fosse stato fatto tutto il necessario per evitarli. Non è cosi. E’ stata semplicemente scelta la via più rapida ed economica. Che potrebbe andar bene per le zone isolate, per quelle degradate, per quelle piante che presentano evidenti rischi; non certo per alcune delle vie più importanti della città. La volontà dell’Amministrazione è di far credere di aver fatto tutto il possibile perché sa che i monopolitani non sono contenti di questa scelta, che determinerà lo stravolgimento definitivo di due storiche strade cittadine. Così invece di approfondire – ed eventualmente tornare sui propri passi – preferisce far credere quello che non è, in nome del risparmio e di una presunta esigenza di sicurezza. Quella che si invoca quando le scelte diventano complesse”. Insomma, secondo Sinistra Italiana “l’Amministrazione ha scelto di evitare ogni ulteriore approfondimento, accettando di cambiare per sempre fisionomia e storia di intere strade. Si tratta, ancora una volta, di una precisa scelta politica: basata sul risparmio, per indirizzare quei fondi su altri capitoli, forse elettoralmente più redditizi”. “Dal nostro punto di vista – conclude Sampietro – ribadiamo ancora una volta la stessa domanda: perché non impiegare una parte di fondi del nostro bilancio per capire se, almeno per i pini di Via Vittorio Veneto e Via Trieste, sia possibile immaginare un futuro e non una condanna a morte?”