
Non si è fatta attendere la risposta della coalizione di maggioranza al comune di Monopoli dopo la nota della consigliera comunale del Partito Democratico, Silvia Contento che aveva sollecitato l’amministrazione comunale a muoversi con urgenza per non perdere il finanziamento della Regione Puglia per far fronte all’erosione della costa pugliese. A rispondere è Giacomo Piepoli, capogruppo di ‘Monopoli Presente’, uno dei partiti della coalizione di centrodestra che supporta il sindaco, Angelo Annese. “Benvenuti nel club di chi vuole tutelare la costa! Accogliamo con favore il risveglio del PD di Monopoli, anche se fa sorridere che arrivi solo oggi” esordisce Piepoli che ricorda come da anni, a tutti i livelli, chiediamo di modificare le norme e semplificare i procedimenti amministrativi per fare interventi reali sul litorale, scontrandoci spesso proprio con i loro veti. Chi ha memoria storica sa benissimo che Monopoli non deve prendere lezioni da nessuno: le linee guida per la manutenzione straordinaria degli arenili sono nate proprio qui, quando è stato fatto il primo intervento assoluto in Puglia. Se analizziamo il finanziamento, la realtà è ben diversa dagli slogan: 26,4 milioni di euro sono una cifra ridicola se rapportata a quasi 900 km di costa e circa 67 comuni costieri. Significa distribuire mance che non bastano a coprire interventi strutturali seri”. Piepoli non lesina critiche alla Regione Puglia, governata per un ventennio dal centrosinistra, che fa “il gioco delle tre carte” perché “queste somme sono state letteralmente distratte da un bando per la falesia alta che era già in fase di aggiudicazione. Praticamente hanno tolto fondi certi a progetti pronti per finanziare l’ennesima corsa contro il tempo. La verità è che la Puglia non ha bisogno di cabine di regia comunali improvvisate per rincorrere scadenze. La Regione ha il dovere di riscrivere le regole e costruire un modello di governance moderno ed efficiente. Serve un sistema in cui tutti gli attori – Comuni, Regione e Concessionari – collaborino attivamente. I privati e i balneari non sono il nemico da penalizzare con l’ideologia del “no”, ma le prime sentinelle del territorio e i partner principali per investire nella sicurezza e nel futuro della nostra costa”.