Sentenza del Consiglio di Stato sull’area dell’ex cementeria: solo la Regione Puglia è legittimata ad esprimersi sul progetto

La società Solemare, proprietaria della zona P1, attende l’esito del ricorso al Tar. L’auspicio di Manisporche e Sinistra Italiana


Il Consiglio di Stato, con una sentenza pubblicata il 30 dicembre scorso, ha sancito definitivamente il diritto della Regione Puglia a esprimersi in merito al progetto della Società Solemare per la riqualificazione urbana delle aree produttive dismesse nell’Ambito Portuale P1 di Monopoli, in variante alle Previsioni Strutturali del Piano Urbanistico Generale. Ne dà notizia in un comunicato il Movimento Manisporche e Sinistra Italiana che auspicano una svolta proficua della intricata e pluriennale vicenda in tempi brevi “nell’interesse dell’intera comunità monopolitana”. “La sentenza – è scritto nella nota – è il penultimo atto in ordine di tempo di una storia lunga e complessa, che negli anni ha visto quanto la politica possa generare mostri cementizi che fagocitano il territorio, e come abbia, di contro, la capacità di riportare la legalità in tutela dei beni comuni. Le amministrazioni di centrodestra Romani e Annese, deliberatamente, hanno cercato di dare un lasciapassare in bianco all’imprenditore privato per edificare in un’area sensibile un imponente complesso residenziale, annullando la possibilità di predisporre i necessari servizi portuali e non raggiungendo affatto quel 50% di incremento dell’interesse pubblico sancito dall’Accordo di Programma. Il presidente Emiliano per due volte, nel marzo 2023 e nel febbraio 2025 rifiuta di firmare l’Accordo di Programma proprio perché il progetto non rispetta la vocazione dell’area né garantisce adeguatamente l’interesse pubblico dell’operazione”. Si diceva del penultimo atto della vicenda perché ora si attende il pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale di Bari sulle questioni sollevate dal ricorso presentato dalla Società Solemare, proprietaria dell’area dell’ex cementeria. In attesa della pronuncia, sia Manisporche che Sinistra Italiana sottolineano che “il progetto, oltre a disattendere le precipue caratteristiche strategiche dell’area, non rispetta il maggiore interesse pubblico, così come è previsto dalla normativa sull’Accordo di Programma”. Di qui l’auspicio a cercare in tempi brevi la svolta della vicenda.