Taglio alberi a Monopoli: la risposta dell’assessore Iaia al Partito Democratico

La precisazione: il verde non scompare, si rigenera per proteggere i cittadini dalle nuove sfide climatiche


Non si è fatta attendere la risposta dell’amministrazione comunale di Monopoli dopo il comunicato del Partito Democratico sul taglio indiscriminato degli alberi, soprattutto i pini. A rispondere è l’assessore ai Lavori Pubblici e Verde Urbano, Cristian Iaia che, insieme alla nota, invia anche la foto che vedete sopra. “Il verde di Monopoli –
afferma l’assessore – non scompare, si rigenera per proteggere i cittadini dalle nuove sfide climatiche”. “Amministrare una città di 48.000 abitanti – prosegue – impone scelte basate sulla competenza tecnica e sulla tutela dell’incolumità pubblica, lasciando da parte la demagogia. È fondamentale chiarire, innanzitutto, che la salute di un albero non si giudica semplicemente dal colore delle sue foglie. Una chioma verde non è necessariamente sinonimo di un albero sano o sicuro, poiché esistono patologie interne, carie strutturali e cedimenti radicali che solo l’occhio esperto di un tecnico abilitato può rilevare. La fine del ciclo vitale di una pianta non è una decisione politica: a stabilirlo sono esclusivamente gli enti accreditati e gli agronomi professionisti che, attraverso mappature scientifiche effettuate con metodo V.T.A. (Visual Tree Assessment) su ben 1.064 esemplari, firmano perizie tecniche vincolanti. Quando un esperto certifica una ‘Classe D’, ovvero un estremo rischio di caduta, l’Amministrazione ha l’obbligo legale e morale di intervenire. Questa visione è pienamente supportata dai protocolli dell’ISA (International Society of Arboriculture) e da esperti mondiali come la Dott.ssa Laura Gatti, i quali chiariscono che il ‘turnover biologico’ – ovvero la sostituzione di piante senescenti con esemplari giovani – è l’unico modo per garantire sicurezza e ossigeno alle prossime generazioni”. “Voglio però rassicurare ogni monopolitano: la nostra città non perderà un solo albero – aggiunge Iaia – ed ogni esemplare rimosso su prescrizione tecnica viene e verrà totalmente sostituito, perché il nostro patrimonio non sta scomparendo, si sta rigenerando”. L’assessore fa il bilancio dell’attività svolta negli ultimi 30 mesi con circa 400 nuovi esemplari già messi a dimora. “Penso – sottolinea – ai 32 nuovi Gelsi e Robinie di Via San Marco che hanno sostituito le 24 piante rimosse, o al parcheggio della Velostazione, dove abbiamo piantato oltre 80 alberi tra Jacarande, Canfore e Aceri. A questi si aggiungono gli oltre 120 alberi dei progetti ‘Nuovi Nati’ in Via Antonelli e Via D’Erchia, oltre alle nuove piantumazioni sistematiche in Via Procaccia, Viale Aldo Moro, Via Amleto Pesce, Via Cialdini, Via Pirelli, Via Verga e Via Einstein. C’è infine un aspetto che non può più essere ignorato e che impone ai tecnici una visione molto più restrittiva rispetto al passato: il cambiamento climatico. Viviamo in un’epoca di fenomeni meteorologici estremi, con raffiche di vento violentissime e bombe d’acqua mai viste prima, che cambiano radicalmente la valutazione del rischio. Ciò che in passato era tollerabile, oggi, sotto la spinta di questi eventi, diventa una potenziale tragedia. Abbiamo agito con priorità assoluta nelle scuole, come la Comes, la Modugno e la Garibaldi, perché la sicurezza dei nostri figli non è negoziabile. Quale genitore accetterebbe di lasciarli giocare sotto un albero dichiarato instabile in un periodo di continue allerte meteo? Io non sono disposto a correre questo rischio. Le sezioni dei tronchi rimossi mostrano vuoti e marciumi spaventosi che confermano come quegli alberi fossero minacce invisibili pronte a cedere alla prossima tempesta. Il legno non mente”. Infine, la risposta diretta al Partito Democratico ed a ‘Manisporche’: “spiace constatare come dal PD arrivino lezioni di ambientalismo a intermittenza: è troppo facile ergersi a paladini della natura comodamente seduti in uffici con il condizionatore acceso, mentre noi siamo in strada a gestire la sicurezza reale e gli effetti di un clima che non fa sconti a nessuno. Allo stesso modo, a Manisporche ricordo che l’ambientalismo serio si fa con la piantumazione di 400 nuovi alberi e con la cura del verde esistente, non ostacolando interventi che salvano vite umane in nome di una visione ideologica che ignora i pericoli accertati dalla scienza. Preferisco affrontare la vostra contestazione strumentale oggi, piuttosto che dover rispondere di una tragedia evitabile domani. Monopoli continuerà a crescere e a rinnovarsi, restando una città verde ma, soprattutto, una città sicura”.