Una marea di monopolitani in piazza per opporsi all’oleodotto, il 28 settembre c’è il consiglio comunale, intervista esclusiva a Grattagliano

Si cerca un accordo tra le forze politiche monopolitane ed il Comitato per redigere la delibera consiliare

L’invito del Comitato ‘Salviamo Monopoli e il Mare’ di scendere in piazza XX Settembre per dire No all’oleodotto con campo boe all’esterno del Molo di Tramontana del porto con sealine e pipeline di collegamento con il deposito di serbatoi, già in fase di realizzazione nella zona industriale per accogliere oli vegetali e derivati, è stato pienamente accolto dai monopolitani, accorsi in massa per ascoltare dai relatori le ragioni del diniego al progetto dei Magazzini Generali Italiani del Gruppo Marseglia. Sul palco sono saliti il legale rappresentante del Comitato, l’avvocato Filippo Grattagliano, il professore di Zoologia marina dell’Università di Bari Giuseppe Corriero e il medico igienista Francesco Bianchi. Gli interventi sono stati moderati dal giornalista Mimmo Muolo. I relatori tutti concordi nell’affermare che il progetto rappresenta un rischio concreto di danneggiamento per l’ambiente, la salute e l’economia cittadina, ormai indirizzata alla vocazione turistica. “Progetto devastante” sono state le parole maggiormente pronunciate nel corso degli interventi, accompagnati da fragorosi applausi. Il Comitato aveva vietato gli interventi degli esponenti politici e l’esposizione di vessilli e così è stato. Tra il pubblico, però, non è mancata la presenza di assessori e consiglieri comunali di centrodestra e di opposizione. Notata anche la presenza del parlamentare del Pd, Marco Lacarra che ha presentato una interrogazione ai ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture ed ha pure chiesto al Governo di valutare l’apertura di un’inchiesta pubblica prima di ogni decisione, richiamando anche i pareri contrari espressi dalla Regione Puglia e contenuti nelle numerose osservazioni presentate. Sul fronte politico amministrativo da registrare la convocazione del consiglio comunale che dovrà occuparsi della vicenda oleodotto il 28 settembre, decisa nella riunione dei capigruppo poco prima dell’assemblea pubblica. Per quanto concerne il contenuto della delibera circolano tre bozze: una presentata dalla maggioranza, la seconda dalle opposizioni e la terza dal Comitato. Le tre bozze passeranno al vaglio delle Commissioni consiliari competenti prima di giungere in consiglio comunale, si spera, con una delibera che possa accogliere le richieste di tutti.

L’intervista a Grattagliano.

D. Quali sono i passi compiuti finora dal Comitato?

“Il Comitato, da quando si è costituito ha iniziato a studiare la mole di documenti presenti all’interno del procedimento amministrativo aperto presso il Ministero. Man mano che andavamo avanti nello studio dei documenti, abbiamo trovato elementi molto interessanti, fino a raggiungere una particolare idea: quella che questo progetto è totalmente dannoso e incompatibile per la città di Monopoli, sia dal punto di vista ambientale che per la salute e per la vocazione turistica di Monopoli”.

D. Avete presentato le Osservazioni al Ministero, quali sono i punti fermi?

“I punti fermi di questa osservazione riguardano l’habitat marino protetto dall’Unione Europea per il quale ci sono delle tutele molto stringenti. In particolare, ad esempio è vietato la pesca a strascico in queste zone e allocare cinque boe, con altrettanti attracchi, con movimenti marini da parte di navi con stazze fino a 35 mila tonnellate, si può intuire l’impatto che potrebbero avere queste realizzazioni sulla nostra costa”.

D. Cosa intendete fare per il futuro.  

“Per ora abbiamo depositato le Osservazioni il 26 agosto, ai vari Enti: alla Regione, ai Ministeri e al Comune, affinchè queste osservazioni le facessero proprie; speravamo almeno che il Comune di Monopoli le facesse proprie anche in parte per poi inviarle al Ministero entro il termine del 29 agosto. Invece non è accaduto nulla di tutto questo perché il Comune aveva già inviato le Osservazioni con pareri favorevoli dei dirigenti Donghia dell’Ufficio Tecnico e Lamacchia dell’Ufficio Ambiente, seppure con condizioni relativamente alle compensazioni della costa, che nulla hanno a vedere con l’impatto ambientale del progetto”.

D. Poi c’è stato il no politico pronunciato da sindaco, giunta e maggioranza di centrodestra. Ora a che punto è il dialogo con l’Amministrazione comunale.

“Fin da quando abbiamo indetto la conferenza stampa del 25 agosto e depositate le Osservazioni la città ha iniziato a svegliarsi su questo tema e quindi ad interessarsi dell’enorme problema venuto fuori. A quel punto l’Amministrazione ha cominciato ad intuire che la questione stava sfuggendo di mano e convocato una conferenza stampa veloce, dove è stato asserito il no al progetto. Oggi stesso prima di venire in piazza in questa assemblea io, a nome del Comitato, ho inviato al Comune una proposta di delibera rispetto al testo che è circolato sui social, sperando che possa farla propria e mandarla al Ministero sia pure con degli accorgimenti che il Comune stesso potrebbe apportare. In questa delibera ci sono degli elementi affinchè il Comune di Monopoli possa effettivamente e concretamente opporsi a questo progetto”.

D. Detto della bozza circolata sui social, che è della maggioranza, avete letto e vi soddisfa la bozza di delibera presentata dalle opposizioni: Pd, Sinistra Italiana-Manisporche, Riprendiamoci Monopoli?

“Per quanto riguarda la proposta dell’opposizione, confesso di non averla letta e ribadisco che il Comitato è lontano mille miglia da qualsiasi movimento politico, da qualsiasi partito, da qualsiasi organizzazione. Il Comitato ‘Salviamo Monopoli e il Mare’ si sta battendo affinché questo progetto non veda mai la luce. Questo è il nostro obiettivo”.

D. La presenza dell’ingegner Alberto Pasqualone tra i progettisti dell’oleodotto è inquietante?

“Questo dato si ignorava completamente. E questo dato è venuto fuori grazie all’azione del Comitato. Le persone quando hanno iniziato a interessarsi c’è stato qualcuno che è andato vicino all’azienda del Gruppo Marseglia ed ha visto questa tabella, dove sono riportati tutti i nomi dei professionisti incaricati del progetto relativo al deposito con serbatoi (autorizzato in seguito a procedura di Zona Economica Speciale) e tra questi c’è il nome dell’ingegner Alberto Pasqualone. Si dà il caso che l’ingegner Pasqualone sia l’artefice della Lista che ha avuto il maggior suffragio alle scorse elezioni e quindi conosceva il progetto, poteva avvisare l’Amministrazione che si stava occupando del progetto serbatoi e quindi si presume che conoscesse tutta la documentazione e che potesse interloquire con la sua Amministrazione (assessori e consiglieri) e aprire quantomeno un momento di confronto su questa questione: che facciamo di questa autorizzazione, la rendiamo o no esecutiva? Perché sapendo che a breve sarebbe arrivato il progetto del campo boe, delle condotte sottomarine e terrestre che si andavano a collegare come secondo step al parco serbatoi, allora sarebbe stato forse più opportuno non realizzare il deposito con i serbatoi. Perché se uno inizia a realizzarli è sicuro di avere il parere Via da parte del Ministero. E tutto questo mi sembra assurdo”.

D. Ogni decisione sul secondo step del progetto spetta al Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, il Comitato che sensazione ha?

“Per quanto mi riguarda nutro un buon livello di ottimismo, affinché il Ministero possa valutare attentamente tutte le contraddizioni, le criticità del progetto contenute nelle nostre Osservazioni di cinquanta pagine. E ci sono anche altre Osservazioni presentate dalla Regione Puglia, di singoli cittadini dell’ingegner Deleonibus ed altri. Insomma, c’è una caterva di Osservazioni avverso questo progetto tanto è vero che la stessa società proponente ha chiesto un differimento del termine per presentare le controdeduzioni”. (Nardo Stama e Giovanni Donghia)